Evocare il nome Roosevelt significa ricondursi a quel che è il più elevato piano nella concezione di politiche progressiste. Un riferimento importante il cui significato è relativo alle tre grandi personalità che stanno dietro questo nome, e cioè:Theodore, Franklin Delano, Eleanor.

Theodore Roosevelt è uno dei quattro presidenti degli Stati Uniti d’America il cui volto è scolpito sul monte Rushmore (gli altri sono quelli di George Washington, Thomas Jefferson e Abramo Lincoln).

Il sogno americano in quegli anni era nell’aria e venne messo su carta con The Promise of American Life, un libro che è ancora chiamato “la bibbia della Progressive-Era”, scritto da Herbert Croly e pubblicato nel 1909. Un anno dopo, Theodore Roosevelt, già presidente degli Stati Uniti 1901-1909, lanciava la sua campagna per il terzo mandato, sia contro il suo rivale repubblicano ed ex ministro della Guerra William Howard Taft, e contro il rivale interno, il candidato democratico di successo Woodrow Wilson.  La campagna di Theodore Roosevelt fu trainata dal famoso discorso sulla rivoluzione progressista in politica, in economia e nella società civile, che affermava la necessità di regolamentare “interessi speciali” delle corporazioni, facendo una chiara distinzione tra diritti umani e diritti di proprietà. “Teddy” Roosevelt prese il mantello di Lincoln per giustificare la trasformazione dell’America in base ai suoi principi fondanti, contenuti nella Dichiarazione d’Indipendenza. Con i suoi discorsi, Roosevelt chiedeva “un vero e permanente risveglio morale”, che si tradusse in una politica fortemente riformista occupandosi seriamente e in modo efficace di diritti dei lavoratori e politiche ambientali, soprattutto mediante la nazionalizzazione delle grandi imprese che controllavano le risorse primarie. Per la sua posizione di mediatore nella guerra tra Russi e Giapponesi, nel 1906 ottenne il Premio Nobel per la pace. Fondò il Partito Progressista, l’unico terzo partito statunitense che ebbe importanza al di fuori del classico sistema bipartitico.

Franklin Delano Roosevelt, 32º presidente degli Stati Uniti d’America, è stato l’unico a essere eletto per più di due mandati consecutivi, vincendo le elezioni presidenziali per ben quattro volte (1932, 1936, 1940 e 1944), rimanendo in carica dal 1933 fino alla sua morte, nell’aprile del 1945. FDR, come lo chiamano gli americani, fu l’uomo del New Deal, che gli storici dicono “The Second Bill of Right”, considerandolo una consapevole evoluzione del Bill of Right della Gloriosa Rivoluzione Liberale Inglese del 1688, che sottrasse all’aristocrazia l’esclusività del sapere. Ecco, il punto decisivo del nome Roosevelt è che attraverso di esso la libertà esce dall’utopia ed entra nella storia.  Il Bill of Rights indica letteralmente un progetto di legge (bill) sui diritti (rights), ma l’espressione è entrata nell’uso col significato di dichiarazione sui diritti e prevedeva una serie di diritti e libertà che sono fondamento della moderna democrazia, tra cui la libertà di parola e di discussione in parlamento e libere elezioni.  Con il suo New Deal, FDR poneva rimedio alla grande crisi economica provocata da un capitalismo selvaggio e senza regole,  con importanti innovazioni tra cui il Social Security Act – con il quale vennero introdotte per la prima volta negli Stati Uniti d’America l’assistenza sociale e le indennità di disoccupazione, malattia e vecchiaia – e la creazione dell’Agenzia per il controllo del mercato azionario (SEC), nonché tributi sui grossi profitti delle imprese. Adottò il National Labor Relations Act, che favorì la contrattazione collettiva e il ruolo dei sindacati; il Wagner Act, che estese notevolmente il ruolo federale nelle relazioni industriali; il Guffey Coal Act che aveva il merito di regolamentare il prezzo del carbone, l’orario massimo di lavoro e il salario dei minatori.  Tutte queste azioni generarono forti critiche verso Roosevelt da parte dei grandi uomini d’affari, culminando in un tentato omicidio.   Durante la II GM, la decisione più discutibile di Roosevelt fu l’Ordine Esecutivo 9066, che provocò l’internamento in campi di concentramento di 110.000 tra cittadini giapponesi e cittadini americani di origini giapponesi sulla West Coast. Considerato una grave violazione delle libertà civili, fu anche avversato da sua moglie, Eleanor Roosevelt. La Corte Suprema tuttavia sostenne la costituzionalità dell’Ordine Esecutivo. Il nome FDR resta legato al New Deal e al discorso delle Quattro Libertà (libertà di parola, libertà di culto, libertà dalla paura, libertà dal bisogno), che lo ricollegano di diritto alla grande tradizione progressista americana.

Eleanor Roosevelt, moglie di FDR, fu la principale artefice della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata dall’ONU nel 1948.  Dal 1933 al 1937, nel suo ruolo di First lady, sostenne e promosse le scelte e la linea politica del marito del New Deal. Si impegnò attivamente durante tutta la sua vita nella tutela dei diritti civili, e fu tra le prime femministe, nonché un’attivista molto impegnata, con un ruolo di primo piano nel processo di creazione delle Nazioni Unite, della United Nations Association e della Freedom House. Assieme ad altre personalità come René Cassin, Peng Chun Chang, Charles Malik, John Peters Humphrey ed altri ebbe un ruolo decisivo nella stesura del testo ed ella stessa presiedette la commissione che delineò e approvò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Stemma dei Roosevelt

I Roosevelt furono tra i primi a stabilirsi nell’insediamento coloniale olandese di Nieuw Amsterdam, in quella che sarebbe diventata in seguito New York.  Testimonianze e documentazione della grande tradizione Rooseveltiana si trova in America attraverso the Franklin D. Roosevelt Presidential Library and Museum, administered by the National Archives and Records Administration (NARA).  In Europa, il luogo in cui la tradizione è preservata, con speciale riferimento ai rapporti tra Europa e America, è Middelburg, nella regione dello Zeeland (Olanda), presso il Roosevelt Study Center.